Da : “ Marco Polo “  di  Maria Bellonci – BUR editore

“ … mi compassionavano, mi mandavano a scuola dai frati; sempre compassionandomi ricominciavano il discorso su mio padre e scuotevano il capo.  A volte dicevano che si erano sicuramente persi. I due pazzi visionari, Niccolò e Matteo, per quella loro mania di cercare merci preziose e rare da grandi guadagni.

Non si sapeva da tutti i viaggiatori che di là dalla Persia e dall’India c’era il regno del buio, l’immensità delle tenebre vuote? In quelle tenebre erano certamente caduti, né si sarebbe trovata la loro tomba lungo le vie carovaniere.

Non credevo alle loro parole.   …. sentivo benissimo che sarei stato trattato ancora da bambino se avessi parlato dei tanti messaggi che mi pareva aver ricevuto della loro presenza viva…

….  soprattutto di un messaggio dovevo tacere, reale, magico ….   captato un giorno di festa nell’atrio di San Marco.

Entrava la lunga processione, i Signori del Maggior Consiglio, della Quarantia,    …splendidi vestiti rosso, oro, profondo velluto nero, e pioveva oro dai mosaici quando apparse la Dogaressa …

…. avevo visto splenderle al collo una collana di perle rosa, tutte uguali, di rotondità perfetta , misteriose perle di un misterioso mare del Catai.

Ma non era stata tanto la bellezza della collana a chiamarmi, quanto la sua testimonianza.  Esistevano, dunque terre e mari del Catai !   C’era una realtà concreta di splendori che includeva la realtà dei pescatori di perle, dei navigatori, dei mercanti, tutti impegnati a questa ardua sfida agli spazi.

Dunque c’era gente che ci somigliava e gente che non ci somigliava affatto, ma tutti sapevano soppesare i valori e scegliere sapendo di scegliere una collana di perle rosa per la Dogaressa.

Così ero stato certificato che esistevano queste contrade lontanissime.

Mi si aprì agli occhi la mappa del viaggiare infinito.

Niente mi avrebbe trattenuto, poiché niente poteva trattenermi.  Con una felicità rabbiosa mi figuravo ostacoli, pericoli, rischi per vincerli mentalmente uno per uno, provocarne altri e correre avanti consentendo alla promessa del vento, all’invito della vela “. 

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Uno:  prima non ti considerano –  Due : poi ti deridono quando si accorgono di te –  Tre: poi ti combattono –   Quattro : poi VINCI !!  (Gandhi)

Queste son le tappe del cursus honorum che attendono tutti coloro la cui vita vibra diversamente e son attesi dai deserti o dagli oceani.


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